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Non sarà un nuovo partito, bensì uno spazio aperto alla discussione comune perché l’Italia senza una autentica ‘rivoluzione Liberale’ non può puntarealla crescita
E’ a ricetta proposta da Antonio Martino, deputato del Pdl ed economista di scuola liberale che ci ha spiegato perché una riforma fiscale varrebbe più di cento manovre
In un Paese in cui tutti si professano liberali nasce il sospetto che in realtà ve ne siano molti di meno. Eppure il liberalismo è fondamentale per ripartire.
Il liberalismo è molto di più di una semplice ‘professione di fede’: significa aver sposato l’idea per cui al di sopra di tutto vi è l’uomo.
E la libertà
Tagliare si taglierà. ‘Sburocratizzare’, privatizzare e liberalizzare sono però tutt’altra storia
«Eliminare divari e assistenzialismo»: è questa la ricetta di Luca Ricolfi, sociologo e professore ordinario presso l’Università di Torino, che nel libro Il sacco del Nord ricostruisce la contabilità nazionale. Il risultato? «Con un federalismo puro il credito delle regioni settentrionali verso le altre salirebbe a 83 miliardi»
Panebianco sulle colonne de Il Corriere della Sera domanda: “Perché è sostanzialmente fallita la «rivoluzione liberale» promessa da Silvio Berlusconi?”. Già: perché?
C’è bisogno di più liberalismo. E di liberali. Di quelli veri, però, perché di quelli posticci i salotti (televisivi e non) sono pieni zeppi
Per comprendere davvero la figura e l’opera di Raffaele Costa non basta certo partire dall’Italia di 35 anni fa, quando fu eletto deputato, né dal 1960, quando per la prima volta entrò nel Consiglio comunale di Mondovì. Bisogna guardare agli anni precedenti,
L’esordio di Costa coincise con il luglio Sessanta, la nascita di Nuova resistenza, che fu il brodo di cultura del terrorismo politico, l’altalena tra centro-sinistra e neocentrismo, tra faticosa ricerca di alleanze da grande centro e tentazioni di compromesso cattocomunista
Un manifesto ideale comprenderebbe, ad esempio, la riaffermazione della laicità delle istituzioni a tutela delle idee, dei princìpi, del libero pensiero di ogni cittadino e lo stimolo verso un’economia basata sulle regole del mercato con l’eliminazione di ogni forma di monopolio
A differenza degli Stati Uniti, da noi i liberali sono più rari dei panda, però sono in crescita, almeno tra chi è più giovane, e c’è di che essere ottimisti

