Il 2012 sia l’anno del cittadino consumatore
12 gennaio 2012 – 13:43 | No Comment

Berlusconi? Resta una grande risorsa per il centro-destra.
Napolitano? Personaggio dell’anno.
La sinistra? Ostaggio della sua demagogia

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Il 2012 sia l’anno del cittadino consumatore

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Va in archivio anche il 2011. Che anno è stato per la politica italiana? Cosa salvare e cosa invece ‘gettar dalla finestra’, secondo la miglior tradizione? Queste alcune delle domande che abbiamo posto ad Enrico Costa, parlamentare e presidente del Gruppo Pdl della Camera, nonché direttore editoriale de il Duemila.

Onorevole, a bruciapelo: qual è la notizia politica del 2011?
Sicuramente le dimissioni di Silvio Berlusconi dopo aver incassato una singolare ‘sfiducia’, senza voti contrari…
Vero, ma erano nell’aria da tempo…
Una ipotesi che si era già affacciata nella primavera-estate 2010, con la crisi con Fini a cui si era ‘tamponato’ già con la spallata mancata del 14 dicembre 2010…
Poi cos’è successo?
Nonostante le ‘toppe’ con vari maquillage alla maggioranza, questa non ha retto quando la crisi si è fatta più forte. I mercati sono riusciti dove l’opposizione aveva fallito.
Si è chiuso davvero un ciclo?
Se si ritiene ciclo quello di Berlusconi premier, sì. Se invece si intende Berlusconi guida politica del centro-destra, beh, credo abbia ancora molto da dare a tutti noi. Potrà essere il garante del bipolarismo di fronte a chi vuole tornare indietro di vent’anni al consociativismo.
Ora tutto è un po’ più difficile, è d’accordo?
Sicuro. I voti una volta li prendeva Berlusconi da solo o quasi. Ora servirà un partito a tutti gli effetti e ben strutturato sul territorio.
Senta, ma cosa salviamo di questo 2011?
Il senso dello Stato degli italiani che si sono dimostrati pronti a tanti sacrifici pur di salvare un Paese in cui sopravvivono troppe ingiustizie.
E per il suo lavoro?
Personalmente devo dire che il lavoro svolto in Commissione Giustizia va salvato. Erano battaglie condivisibili tanto che alcuni provvedimenti già allo studio con il ministro Alfano, sono poi stati raccolti dal nuovo Guardasigilli, Paola Severino.
Cosa, invece, non le è andato davvero giù di quest’anno?
Proprio l’atteggiamento che l’opposizione ha avuto sulla maggior parte delle nostre proposte in materia di giustizia.
Ci spieghi meglio.
Solo demagogia, così ogni provvedimento all’esame della Camera veniva letto come un favore al premier e come tale osteggiato. In una simile prospettiva, sfuggiva completamente il merito di quelle proposte ed i problemi che esse miravano a risolvere.
Esempio?
Uno su tutte: le intercettazioni di cui sono stato relatore. Se ne è affossata la riforma per partito preso. Auspico che ora, con maggior serenità, si recuperi il buon lavoro svolto.
Ed oggi che Berlusconi non è più alla guida del Paese?
Ed oggi mi chiedo dove siano i tanti che gridavano contro le sue vicende giudiziarie: sono spariti, esattamente come il quotidiano sipario dei media sui processi dell’ex premier. Un silenzio che davvero mi dà da pensare.
Ed il centro-sinistra che oggi plaude al ministro Severino?
Il ministro Severino ha una profonda conoscenza della materia ed ha giustamente indicato l’emergenza carceri come prioritaria. Al neo ministro è stato concesso di emanare un decreto legge. Se lo avesse fatto Alfano, l’opposizione avrebbe gridato all’esproprio del Parlamento.
2011: chi premiamo come ‘personaggio dell’anno’?
Nei 150 anni dell’Unità nazionale, ma non solo, sicuramente il Presidente Napolitano.
Promosso?
Indubbiamente gli va riconosciuto un ruolo di garante degli equilibri istituzionali.
Hanno detto che si è imposto troppo sul Parlamento…
Probabilmente sì, ma le circostanze potevano giustificare una simile fermezza: si badi, poi, che si è imposto sul Parlamento intero, non su una parte di esso.  Non credo che Bersani sia stato troppo entusiasta di ‘subire’ l’incarico a Monti piuttosto che andare ad elezioni probabilmente vincenti.
A proposito di cittadini, che anno sarà quello che ci attende, secondo lei?
Prevedo che il 2012 sarà l’anno della ‘riscossa’ del consumatore.
Cioè?
Nei rapporti con banche, assicurazioni, concessionari di servizi, autostrade, poste: molto spesso il cittadino-utente si sente bistrattato. Vorrei che tante rivendicazioni giuste, come contratti trasparenti, facilità di accesso, meno code, meno burocrazia, divengano parte del nostro quotidiano. Dobbiamo crederci e lavorarci prima che i consumatori si ribellino in massa.

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