Come diventare ricchi con lo stipendio fisso
Durante servizi televisivi e telegiornali vi sarà certamente capitato di notare, alle spalle di deputati e senatori, diversi uomini e donne vestiti elegantemente di nero, spesso con papillon, alamari dorati e nastro tricolore al braccio.
Sono i commessi parlamentari, considerati gli occhi e le orecchie dell’Amministrazione. La loro mansione è quella di vigilare sulla sicurezza personale del parlamentare, assisterlo e verificare che tutto sia regolare. Debbono anche svolgere controlli per evitare che ospiti sgraditi si intrufolino nelle sedi istituzionali ed hanno il compito di relazionarsi con il pubblico autorizzato ad accedere nei palazzi del potere legislativo.
In verità, nell’era del politically correct non si chiamano più commessi: così come i netturbini sono diventati operatori ecologici, ad essi spetta ora il titolo di assistenti parlamentari. Nemmeno si vergognassero dell’appellativo di commesso, forse temendo di venire confusi con i lavoranti di una merceria, e quantunque un tale dispiacere venga ampiamente consolato da ben altre soddisfazioni: per esempio ottomila euro lordi al mese per quindici mensilità.
è questo l’importo della pensione spettante ad un commesso del Senato che solo qualche settimana fa ha deciso di lasciare il lavoro alla veneranda età di 52 anni. Ad informarcene è stato l’attentissimo Sergio Rizzo dalle pagine del Corriere.
Dalle quali ci racconta anche di un aspetto ancora più inquietante, cioè di una vera e propria esplosione dei costi per pagare le pensioni prevista per il 2009 nel bilancio di previsione approvato dal consiglio di presidenza del Senato.
Già negli ultimi due anni la spesa pensionistica era passata da 77,8 a quasi 90 milioni di euro. Escludendo le pensioni di reversibilità, la progressione è stata addirittura del 15,6% (10 milioni e 800 mila euro in più). Quest’anno, se queste previsioni saranno rispettate, la spesa per le sole pensioni dirette sfiorerà quota 80 milioni. Cifra che divisa per i 598 dipendenti pensionati del Senato fa… 133 mila euro ciascuno! che, tradotta in “italiano comune”, corrisponde più o meno a quindici volte l’importo di una pensione media dell’Inps. Anzi no, di più visto che le pensioni del Senato seguono la dinamica degli stipendi di palazzo Madama.
Anche a Montecitorio la pressione di chi vuole andare in pensione è altrettanto forte. Sempre negli ultimi due anni l’aumento della spesa della Camera per questo capitolo è stato infatti del 14,2% e quest’anno le pensioni dirette e di reversibilità graveranno sul bilancio di Montecitorio per 191 milioni, circa 24 milioni in più rispetto al 2007. Forse per il timore di un doloroso giro di vite tale da mettere in crisi i privilegi sinora sopravvissuti a tutti i tentativi di riforma? Un incipiente effetto-Brunetta? Non è affatto da escludere.
Viste certe somme, non stupisce che negli anni scorsi il numero dei partecipanti ad uno dei concorsi banditi dalla Camera dei deputati sia aumentato di oltre 66 mila unità: da 29 mila aspiranti commessi parlamentari a 95 mila.
Somme iperboliche, ma i commessi si difendono con veemenza: «Noi in Parlamento portiamo alta professionalità. E la professionalità si paga. Rapportate a funzioni, responsabilità, qualità del lavoro e metodologia d’ingresso, le retribuzioni dei dipendenti parlamentari sono adeguate alle leggi del mercato» dice Silvano Sgrevi, documentarista della Camera e segretario Uil degli organi costituzionali. Purtroppo non condividiamo.
Sarà sempre per questa alta professionalità aggiunta (non a caso ci vuole una laurea triennale per accedere al rango) che il ragioniere della Camera merita uno stipendio di 237.560 euro lordi annui, maturati dopo 35 anni di servizio e rivalutati per giunta ogni 12 mesi? Non male se si considera che il ragioniere di Montecitorio guadagna quasi 20 mila euro in più del presidente della Repubblica.
Niente se si pensa agli stenografi del Senato. Sono 60 in tutto e compilano i resoconti dei lavori dell’Aula e delle varie commissioni. Un lavoro che va scomparendo per via delle nuove tecnologie, ma per il quale all’apice della carriera si arriva a guadagnare 254 mila euro lordi l’anno. Più del presidente della Repubblica, più del capo del Governo, i quali dovrebbero persino sentirsi umiliati al cospetto dei compensi dei segretari generali di Senato e Camera che a fine anno arrivavano a incassare rispettivamente 485 mila e 483 mila euro lordi.
Tutto è allineato, tutto è proporzionale; ecco dunque che finiscono per non stupisce nemmeno i dati che riguardano il trattamento economico dei barbieri interni della Camera dei deputati (pardon, operatori tecnici ché il termine è agé) i quali possono arrivare a guadagnare oltre 133 mila euro lordi l’anno. Nonché dei collaboratori tecnici operai (elettricisti, idraulici, carpentieri…) che con uno stipendio medio di 152 mila euro non invidiano neppure i professori universitari ordinari a tempo pieno fermi, dopo vari anni di carriera, a poco più di 80 mila euro lordi l’anno. Di pochi giorni fa la notizia che la Camera dei deputati ha riconosciuto, dopo una annosa vertenza, il secondo livello retributivo ai suoi autisti. Questo porterà a 10.164 euro la retribuzione mensile lorda (dopo 35 anni di lavoro) per i conducenti di auto blu. Più di quattromila euro netti al mese. Tre volte quella di un qualunque altro autista nel servizio pubblico. Perché stupirsi. Sicuramente anche loro apporteranno alta professionalità; anche le loro retribuzioni saranno adeguate alla legge di mercato: in fondo mica portano in giro dei quisque de populo.
Pare insomma evidente che alla Camera ogni cosa ha costi elevatissimi. Persino le spese minute lasciano allibito il cittadino comune. Basti pensare che l’anno scorso ben 650 mila euro sono volati via solo per la piccola cassa: 205 mila euro solo per gli appendiabiti e chissà quale altro accessorio dei guardaroba (giacché le guardarobiere sono pagate a parte).
Torniamo agli stipendi. Abbiamo detto di Camera e Senato; e la presidenza del Consiglio? A breve ogni dipendente riceverà in media un aumento di 125 euro lordi. è infatti in corso il rinnovo del contratto. Si sa poi che nella busta paga entreranno in media altri 100 euro lordi sul salario tabellare (quello fisso); più all’incirca altri 210 euro lordi sull’indennità di presidenza (di fatto un’altra voce fissa dello stipendio). Totale, circa 425 euro lordi medi al mese.
Un po’ meno dei 600 euro mensili richiesti, ma certamente molto, molto più di quanto hanno ricevuto gli altri dipendenti pubblici. Un signor aumento che però i sindacati di categoria hanno bocciato come «una proposta irricevibile». Facciamocene una ragione.
Al Quirinale invece tagliano. Per la prima volta nella storia viene ridotto il bilancio di 3,5 milioni di euro rispetto alla previsione contenuta nel bilancio 2007-2009. Un bilancio di previsione che comunque prevede una richiesta di 238,57 milioni di euro (circa 500 miliardi di lire del vecchio conio!), una dotazione piuttosto congrua.
Complessivamente a disposizione del Colle ci sono all’incirca duemila persone, ma a farne le spese sarà il personale militare e delle forze di polizia distaccato al Quirinale per esigenze di sicurezza, che ammonta a 962 unità (di cui 267 appartenenti al reggimento Corazzieri), con una riduzione di 124 unità.
O almeno così pare, visto che al Quirinale l’importo di stipendi e pensioni, nonché delle spese, rimane avvolto da sempre nel mistero più assoluto ed i bilanci pubblicati sono così fumosi che, se venissero presentati da una qualunque azienda italiana, causerebbero l’immediata ispezione della Guardia di Finanza.
Dal Colle qualche dato è filtrato in passato. Per esempio, nei primi Anni Duemila sembra che il solo gabinetto del segretario generale alla presidenza fosse composto da 63 persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri (14 al Quirinale, 8 a Castelporziano e 7 nella napoletana Villa Rosebery su Capo Posillipo) e 46 addetti a varie mansioni. 59 poi gli artigiani tra i quali 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. L’accettazione, il recapito e la distribuzione della corrispondenza a mano richiedevano 14 persone mentre nell’autorimessa c’erano 45 autisti! In cucina 37 persone di cui 11 cuochi e 26 camerieri. Un microcosmo il cui salario sarà certamente adeguato all’alta professionalità di cui già s’è detto.
Ma il momento è difficile e la recessione economica sta travolgendo consuetudini quasi secolari: se il Quirinale ha dovuto dire addio a 37 Corazzieri pensate che le senatrici hanno visto addirittura abolito il loro assegno per il parrucchiere, un bonus mensile di 150 euro… i tempi stanno cambiando! Se vi va di crederci.


Dopo aver letto l’articolo “Come diventare ricchi con lo stipendio fisso”, desidererei avere un incontro con il Presidente della Repubblica, per potergli esporre i problemi dei cittadini italiani, quelli di sempre e mai risolti, dei salari tra i più bassi in europa e i più tassati, delle pensioni ridotte ad elemosina dopo 40 anni e 5 mesi di lavoro nel privato, se confrontate a quelle dei ragionieri, delle stenografe, dei commessi e dei barbieri.
Sono sempre i cittadini che non lavorano per i parlamentari, al senato e al quirinale, ma devono pagare sempre più tasse per mantenere i loro stipendi e le loro pensioni.
Chiedo giustizia per i dipendenti che lavorano nel privato:
- che le pensioni dei lavoratori privati con almeno 35 anni di lavoro siano meno penalizzate e che sia applicata l’IRPEF max del 10%;
- che i salari siano meno tassati, che la tredicesima e la quattordicesima e il trattamento di fine rapporto siano esenti da qualsiasi tassa;
- che venga abolita l’addizionale comunale e regionale dallo stipendio
Chiedo equità tra lavoratori privati e pubblici, che abbiano gli stessi privilegi.
Madonna Eleonora
….ma se tassano pure l’indennità di disoccupazione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dopo aver letto l’articolo mi ha preso lo sconforto visto che attualmente sono disoccupato e non percepisco nessun tipo di sussidio non ho parole per definire in che mani eravamo e siamo quando si parla di contratti per altre categorie forse ti danno 50 euro al mese, in parlamento ci si permette di sperperare i NOSTRI soldi come si vuole. Mandiamo a casa tutti indistintamente politici e impiegati la più grossa vergogna italiana e non pensiamo di non fare la fine della Grecia, poveri illusi c’è solo un modo per sappravivere TAGLIARE-TAGLIARE tutti gli stipendi. Associazione a delinquere legalizzata
fanno schifo! ridateci i soldi in più dei 1.500 € al mese che questi commessi avrebbero dovuto percepire. sono state pagate con le mie tasse, vergogna. Visto che fine fanno parte dei nostri soldi, ha fatto bene chi ha evaso!! Lo stesso schifo è nei dipendenti dell’ars Sicilia
CHIUDIAMO TUTTI GLI ENTI INUTILI