I fannulloni? C’era chi li denunciava già nel lontano 1991. Ecco le prove
Sebbene sia salito alla ribalta delle cronache solo in tempi recenti, il problema dei dipendenti pubblici assenteisti non è certo una novità, anzi. Soprattutto non lo è per noi de Il Duemila che, fin da tempi non sospetti, abbiamo fatto della lotta all’assenteismo nei pubblici uffici uno dei nostri cavalli di battaglia. Come per altri temi quali gli sprechi, i privilegi, le auto blu, i costi della politica di cui tanto si parla da alcuni mesi a questa parte, anche nel caso dei “fannulloni di Stato” – e lo diciamo senza vanto, ma con un pizzico di orgoglio – abbiamo anticipato i tempi, puntando i riflettori su un fenomeno che in pochi, all’epoca, erano disposti a denunciare. Esattamente vent’anni fa, nel 1988, avevo pubblicato il volume Il dottore è fuori stanza, un vero e proprio libro bianco sull’assenteismo ministeriale in cui, con il suffragio di dati analitici e mai smentiti, raccontavo la realtà dei grandi uffici romani, dove in molti lavoravano poco e in pochi lavoravano molto. Una realtà che avevo avuto modo di toccare con mano già nel 1981 quando, da sottosegretario agli Esteri, ero rimasto sconcertato nello scoprire che molti dipendenti della Farnesina non rispettavano l’orario di lavoro, altri andavano in ufficio solamente per leggere il giornale, altri ancora scrivevano, in un mese, tutt’al più un paio di lettere.
Proprio per cercare di sanare una situazione divenuta insostenibile, con un ordine di servizio destinato a suscitare non poco scalpore, avevo deciso di introdurre l’obbligo della firma di presenza per tutti i dipendenti, dai commessi agli stessi ambasciatori. Ebbene, nonostante le proteste, dopo appena un mese si constatò che l’80% dei dipendenti rispettava almeno le 6 ore giornaliere. Un piccolo passo, certo, ma quanto meno nella giusta direzione.
Alcuni anni più tardi, nel novembre 1991, pubblicammo un numero speciale de Il Duemila intitolato Ministeri e dintorni, interamente dedicato alla “Roma burocratica che va a passeggio durante l’orario d’ufficio”. Giorni e giorni di lunghi appostamenti e 1.400 foto scattate (di cui circa 300 pubblicate) per denunciare, prove inoppugnabili alla mano, pause caffè lunghe un’ora, dipendenti che abbandonavano le loro scrivanie per andare a passeggiare o a fare compere in orario d’ufficio.
Da allora un miglioramento si è avuto, quasi tutti gli uffici pubblici si sono dotati di sistemi elettronici di controllo delle presenze e anche nel settore pubblico si lavora con più impegno. Ma sono dovuti passare quasi vent’anni prima che arrivasse un segnale forte dal Governo e, più precisamente, dal Ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che con le misure anti-fannulloni ha sollevato un vero e proprio vespaio. Un segno, questo, che il fenomeno del lassismo di Stato, seppur ridimensionato rispetto agli anni ’90, non è ancora completamente debellato.
Siamo davvero sicuri che il dottore non sia più fuori stanza?… A questa domanda tenteremo di dare una risposta nel corso del 2009; per il momento preferiamo inaugurare il nuovo anno, il trentottesimo di vita del nostro giornale, regalandovi una sintesi di quel numero speciale del ’91 che all’epoca ebbe sì una certa eco, ma tutto sommato limitata: i tempi, d’altra parte, non erano ancora sufficientemente “maturi”, la situazione politica era alquanto diversa ed i problemi che interessavano stampa ed opinione pubblica erano altri. Siamo certi che l’impatto di una simile inchiesta sarebbe oggi decisamente diverso.
Raffaele Costa
Di seguito alcune pagine del servizio fotografico del 1991 riproposte quest’anno ai nostri lettori. Le pagine sono in formato PDF e basta cliccare sul link per scaricare la pagina relativa (100 Kb ciascuna, circa).


I veri assenteisti sono quelli che il cartellino lo timbrano, eccome se lo timbrano….
non sono quelli che hanno l’influenza.
Sui certificati falsi ( pochi in verità ) perchè non chiamare in causa i medici ?
Visto che al 99 % i medici fiscali confermano sempre le prognosi ??
A volte i dirigenti stessi sono “complici” ed usano per fini propri ( piccoli ricatti..io taccio su di te e tu taci su di me ) il fenomeno dei fannulloni…
Una vera sanatoria dovrebbe partire dall’alto della piramide.
Perchè se ne deve occupare il Parlamento ?
Perchè il geronte burocratico tace ed è connivente.
Se non lo fosse il problema dei fannulloni esisterebbe ma in misura molto, molto limitata