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9 luglio 2009 – 17:47 | One Comment

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Banche: come districarsi

Inserito da Il Duemila su 9 luglio 2009 – 17:12Un commento

banche“L’Italia è uno dei Paesi con il più alto risparmio pro-capite, non sempre però le famiglie dedicano alla gestione del denaro il tempo e l’attenzione necessaria. Il primo passo è spesso la scelta della banca cui affidare i risparmi, chiedere il mutuo per acquistare casa o con cui pianificare gli investimenti”: è scaturita da queste considerazioni la decisione de il Giornale di redigere una “guida pratica per individuare l’istituto più adatto a seconda delle necessità di ciascuno”.
Sottoscrivere un mutuo è “un atto impegnativo, da affrontare in primo luogo in base al reddito familiare – sottolinea il Giornale – e scegliendo con grande attenzione tra le tipologie disponibili sul mercato, a partire dalle soluzioni a tasso fisso e da quelle a tasso variabile. Complice l’ultimo taglio al costo del denaro deciso dalla Banca centrale europea e la discesa dell’Euribor ai minimi storici, i mutui a tasso variabile sono quelli che nell’immediato offrono una convenienza maggiore”, ma occorre considerare la durata del finanziamento perché, superata la recessione, il costo del denaro aumenterà e con esso l’importo della rata. In quale misura il bilancio familiare risentirebbe di un aumento della rata legata al nuovo (e più elevato) costo del denaro?
Tasso fisso o tasso variabile: come scegliere? Rivolgersi a più istituti di credito e valutare le diverse offerte aiuterà a comprendere quale sia la soluzione migliore.
Esistono diversi tipi di carta di credito: tradizionale, prepagata o “revolving”. “La carta di credito tradizionale è una scelta sicura: in caso di uso illecito l’emittente è obbligato a riaccreditare la somma al titolare mentre se la tesserina viene rubata o smarrita, il danno si limita a un massimo di 150 euro fino al blocco della carta. è bene controllare sempre attentamente l’estratto conto verificando gli addebiti; se non sono corretti, vanno contestati”.
Anche se poco diffuse nel nostro Paese, le carte “revolving” rappresentano la soluzione per quanti desiderano rateizzare e dilazionare i pagamenti.
Carta di credito: sì o no? Se sì, occorre considerare innanzitutto il Tan (il tasso di interesse puro applicato ad un finanziamento) e soprattutto il Taeg (indica il costo effettivo del finanziamento), la quota annua, i costi di incasso delle rate e di invio dei rendiconti.
Le carte di credito più diffuse sono le prepagate: non occorre essere titolari di un conto corrente, garantiscono l’anonimato nell’acquisto e le si può ricaricare anche a distanza e di quanto si desidera. I “contro” sono quelli relativi agli oneri di attivazione, alle spese di ricarica e alle commissioni (piuttosto elevate) nel caso in cui si utilizzi la prepagata per il prelievo di contante.
Rivolgersi a più banche e valutare più offerte, diffidare di chi promette investimenti dal tasso di rendimento stratosferici: sono queste le cose più importanti da ricordare quando ci si rivolge ad un istituto di credito. Il buon senso, in questo caso più che in altri, è forse l’arma migliore per non correre inutili e pericolosi rischi.

Un commento »

  • giovanni frau scrive:

    Per evitare il rischio di un aumento dei tassi occorre scegliere un mutuo a tasso variabile con opzione di passaggio al fisso per 2-3-5 anni. In tal modo ai primi e significativi segnali di aumento il cliente si può posizionare sul fisso per il tempo necessario a far passare l’eventuale ” tempesta “….

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