Nord e Sud ancora divisi nelle cure
Ancora troppe differenze tra Nord e Sud nella cura e nella presa in carico dei malati oncologici. è la denuncia della Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) all’indomani della IV Giornata nazionale del malato oncologico durante la quale è stata presentata la ricerca del Censis che ha mostrato come le patologie tumorali possano oramai considerarsi croniche e di massa: sono infatti circa 2 milioni gli italiani cui nel corso della vita è stato diagnosticato un tumore. Nel 2008 i nuovi casi sono stati 431 ogni 100 mila abitanti per le donne e 483 per gli uomini. La mortalità annua rappresenta in Italia il 30% circa del totale dei decessi, anche se migliora costantemente la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari – secondo gli ultimi dati disponibili – al 47%.
La ricerca ha tuttavia mostrato alcune difformità regionali nell’accesso alle cure e al trattamento farmacologico, soprattutto per ciò che concerne i tempi di accesso: “Nelle 14 Regioni con Prontuari terapeutici regionali, si possono determinare ritardi di accesso a causa dei tempi impiegati dalle Commissioni preposte per autorizzare, dopo che un farmaco è stato approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, l’inserimento dello stesso nel Prontuario terapeutico regionale mentre le Regioni che effettuano una automatica ammissione alla rimborsabilità dei farmaci autorizzati dall’Aifa (come Piemonte e Lombardia) riescono probabilmente ad avere un accesso più rapido” (fonte: comunicato stampa Censis).
Sussistono notevoli differenze regionali anche per quanto concerne le prestazioni specialistiche extraospedaliere, dove le variazioni nelle prestazioni rese per 1.000 abitanti oscillano tra 13,23 in Campania (13,90 in Abruzzo) e 172,88 nella Provincia Autonoma di Bolzano (127,67 in quella di Trento); le prestazioni di radioterapia (419,10 per 1.000 abitanti in Molise e meno dell’1 per mille in Basilicata e Valle d’Aosta); l’assistenza domiciliare integrata e le ore totali di assistenza domiciliare (si va da un minimo di 12 ore in Molise ad un massimo di 183 in Valle d’Aosta).
Per quanto concerne la radioterapia, le differenze tra il Nord e il Centro–Sud appaiono evidenti se si considera che su 125.007 pazienti che nel 2007 hanno avuto accesso ai 150 centri distribuiti sul territorio nazionale, il 58% ha ricevuto il trattamento presso centri del Nord Italia e il 42% presso centri del Centro–Sud.
Ma sono i dati relativi all’Assistenza domiciliare integrata a preoccupare maggiormente poiché le prestazioni dell’Adi sono per lo più riservate alle persone anziane e i malati oncologici vi figurano soprattutto tra i pazienti terminali (8,08% delle persone assistite).
Ed infine l’assistenza resa dal Servizio sanitario nazionale, giudicata di modesta entità: con una media nazionale di 8,03 casi trattati ogni 1.000 abitanti e 22 ore d’assistenza (di cui 15 ad opera di infermieri, 4 di terapisti della riabilitazione e 3 di altre figure) resta ancora molto da fare per arginare il divario che separa il Nord e il Sud del Paese nella cura dei malati oncologici.
Alessandro Dispoto

