Difensore del Cittadino del PdL: perché ho accettato l’incarico
La nota dell’Ufficio di presidenza del Popolo della Libertà con la quale sono stato informato della mia designazione a responsabile dell’Ufficio nazionale del Difensore del cittadino non mi ha colto di sorpresa: i lettori più affezionati de Il Duemila ricorderanno di certo la mia richiesta al premier Berlusconi di istituire all’interno del partito una figura che si facesse carico delle istanze di quei cittadini che restano spesso imbrigliati nelle maglie della burocrazia. E come potrebbe essere altrimenti? Non si può certo dire che l’Italia difetti di leggi e leggine, decreti e regolamenti i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: il Paese è ingessato e le sue energie sono sacrificate sull’altare di un apparato burocratico di cui dobbiamo sbarazzarci al più presto se vogliamo crescere, essere competitivi e godere del benessere derivante da uno Stato “snello”.
Correva l’anno 1809 quando in Svezia comparve per la prima volta l’Ombudsman, una figura nata dalla necessità di bilanciare il potere del Parlamento e del Governo affinché venissero salvaguardate le reciproche competenze. Si volevano soprattutto tutelare i diritti e le libertà personali dei cittadini dagli abusi eventualmente compiuti dal Governo nello svolgimento delle sue funzioni.
In Italia la figura del Difensore civico è stata introdotta dalla legge 142/1990 (e successive modificazioni) che all’articolo 8 recita: “Lo statuto provinciale e quello comunale possono prevedere l’istituto del Difensore civico, il quale svolge un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica amministrazione comunale e provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini” e dalle leggi 59 e 127 del 1997.
Il ruolo che mi appresto a ricoprire differirà però da quello del Difensore civico poiché non è stata una legge ad attribuirmi tale incarico – non si tratta dunque di un incarico pubblico –, bensì il partito in cui milito – che ha prontamente accolto i miei suggerimenti –, ma soprattutto poiché saranno diversi gli ambiti in cui andrò ad operare.
I miei interlocutori saranno i cittadini, le Associazioni dei consumatori, i rappresentanti del mondo imprenditoriale, i politici e i sindacati e ciò che mi propongo è di semplificare la vita di tutte quelle persone che si rivolgeranno all’Ufficio del Difensore del cittadino: il fine ultimo sarà quello di consentire ai cittadini, alle famiglie, alle aziende, alle società, agli enti pubblici che avranno necessità di ottenere una corretta, ma soprattutto tempestiva applicazione della legge, di essere coordinati da un ufficio preposto a favorire appunto la corretta e tempestiva applicazione della legge.
Si tratta di un istituto importante e necessario, soprattutto se si pensa che nel solo 2007 i nuovi provvedimenti (leggi, decreti, ordinanze, delibere) hanno riempito ben 74.000 pagine. Far valere i propri diritti di privati cittadini dinnanzi a quelle che si percepiscono come inadempienze da parte della Pubblica amministrazione o veri e propri soprusi perpetrati da soggetti privati o misti pubblico–privati si rivela spesso arduo.
Questo accade perché la forza contrattuale ed il peso economico di alcune società condizionano il cittadino, scoraggiandolo dall’intraprendere qualunque misura atta a garantirgli quello che è in realtà un suo sacrosanto diritto.
L’Ufficio del Difensore svolgerà le proprie funzioni su indicazione dei cittadini interessati intervenendo presso gli uffici pubblici e impegnandosi a comunicare l’esito delle attività; in caso di omissioni di risposte da parte degli uffici interpellati, con il consenso dell’interessato, si interpelleranno gli uffici superiori anche attraverso iniziative parlamentari (interrogazioni, interpellanze e mozioni). Mancano poche settimane alla fine del mio mandato in Provincia: alla sua scadenza mi impegnerò in questa nuova avventura che sono certo porterà a risultati concreti e ad un nuovo e proficuo dialogo tra il cittadino e la Pubblica amministrazione.
Raffaele Costa

